rifiuti ZERO

IL RICICLAGGIO, UN’OPPORTUNITÀ PER FARE SOLDI E CREARE POSTI DI LAVORO. IN ALCUNE CITTÀ È GIÀ REALTÀ, DA 20 ANNI È LA SFIDA DI PAUL CONNETT E DEL SUO PROGETTO “RIFIUTI ZERO”.

di Marco Negrì

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Qual è la prima cosa che fate quando una vasca è stracolma e l’acqua vi sta allagando la casa? Cercate di fare un altro buco per lo scarico? Consultate un ingegnere per installare un sistema che faccia bollire l’acqua e quindi evaporarla? Semplicemente chiudete il rubinetto. Questo è lo stesso principio di Zero waste, “Rifiuti zero”.


Da più di vent’anni Paul Connett, professore universitario di chimica ambientale al St. Lawrence University di New York, porta avanti la sua sfida per un mondo senza rifiuti. Una sfida che ai più appare ardua e difficile da mettere in pratica, mentre per altri rasenta l’utopia. Ma non impossibile, ed è questo il punto di vista del professore Connett. La strategia “Rifiuti zero” va oltre il riciclaggio e pur parlando alle università e alle piazze si  rivolge alla classe politica, sperando possa essere più lungimirante  in materia ambientale e dunque di salute e di sicurezza. Un’alternativa proposta è quella di obbligare le imprese a non produrre materiali non riutilizzabili poiché, come afferma il principio Rifiuti zero, “il riciclaggio è un’opportunità per fare soldi e creare posti di lavoro. Dove viene applicato, sta accadendo questo”. Oggi, invece, produciamo-consumiamo-bruciamo illudendoci di distruggere e, addirittura, di trarre ricavi dall’energia prodotta incenerendo i rifiuti. Dimentichiamo così, una delle leggi fondamentali su cui si basa la fisica moderna: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. “Parlare di termovalorizzatori è una mistificazione mediatica. Gli inceneritori non producono energia, ma la consumano” Paul Connett ha così acclarato la tesi sul pericolo della diossina prodotta dagli inceneritori,
e il rischio cancerogeno collegato a questa. Contrapponendosi a quanto più volte dichiarato dal professor Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della Salute. Quattro tonnellate di rifiuti non spariscono quando le bruciamo, semplicemente si trasformano in tre tonnellate di detriti ed una di polveri sottili disperse nell’aria.

La speranza, secondo Connett, è un’inversione di tendenza dell’industria che, riutilizzando e rigenerando i materiali, renderebbe di più, piuttosto che bruciare qualcosa per poi ripartire da zero. Ne è un esempio la multinazionale Xerox Europe che ritira le vecchie stampanti usando gli stessi camion che trasportano le nuove. Le stampanti vengono poi smontate, pulite e in gran parte riutilizzate; non finendo in discarica. Riescono così a riutilizzare il 95% del materiale, risparmiando 76 milioni di dollari all’anno… e, forse, un po’ più di salute all’umanità.

foto · Roberta Formisano

Pubblicato su Zero91 Magazine nr 1 – Luglio 2009

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rifiuti ZEROultima modifica: 2009-11-30T07:38:00+01:00da negrifil
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