Chi fuma uccide l’ambiente anche dopo aver fumato

cicche-spiaggia.jpg“Una volta abbondavano nei posaceneri di case e locali, oggi, come conseguenza delle norme di limite al fumo e della scarsa cultura sociale, sono al primo posto tra i rifiuti raccolti in strada, e stazionano indisturbate negli ambienti più vari: le cicche di sigaretta si sono guadagnate così il titolo di nuovi inquinanti.

I risultati di un’interessante analisi, proposta per la prima volta in Italia, e che ha per oggetto le cicche di sigaretta quale rifiuto tossico dimenticato, è stata presentata in occasione del Convegno organizzato dall’ENEA il 21 gennaio scorso.

Finora lo studio dei danni prodotti dal fumo ha riguardato esclusivamente i prodotti della frazione fumata e i danni per la salute dell’uomo. I dati non sono assolutamente confortanti: in Italia ogni anno sono 83.000 i decessi per danni da fumo e 3000 quelli per fumo passivo, contro i 5000 per incidenti d’auto.

E la causa sono gli oltre 4000 elementi tossici e nocivi residui della combustione della sigaretta, come racconta Vincenzo Zagà (AUSL di Bologna – SITAB):Un argomento sicuramente misconosciuto o sconosciuto del tutto è la presenza di sostanze radioattive nel fumo di tabacco. La sostanza radioattiva in questione è il Polonio 210 che emette radiazioni alfa. È un elemento cancerogeno altamente cancerogeno e che provoca e causa praticamente molti danni e soprattutto responsabile, il maggior responsabile della cancerogenesi soprattutto a livello polmonare. Pensate che il danno biologico per esempio di un fumatore che fuma 20 sigarette al giorno per un anno equivale al danno biologico di 300 radiografie, ed è una cosa veramente allarmante, che sia i medici che la popolazione in generale dovrebbe conoscere.”

Il filtro e la parte che rimane incombusta, in realtà raccolgono il 50% delle sostanze nocive e degli elementi tossici sprigionati dalla combustione di una sigaretta. Ma se il fumo, attivo e passivo, è considerato agente cancerogeno, perché la cicca no?

Ed inoltre, quale impatto ambientale può provocare una piccola cicca di sigaretta buttata a terra?

E’ una questione di numeri! Se il carico nocivo di una singola cicca è basso, occorre invece calcolare l’impatto dei 72 miliardi di cicche prodotte ogni anno in Italia dai 13 milioni di fumatori, che significano circa 195 milioni di cicche al giorno gettate nell’ambiente insieme al loro carico inquinante, e ad un quantitativo di cenere di circa 3600 tonnellate l’anno. Un disastro per il nostro ambiente!

Oltre l’inquinamento indoor, il decoro urbano, i pericoli del fumo alla guida; infatti l’impatto ambientale del contenuto nocivo delle cicche abbandonate in strada, in mare, sulle spiagge e nei luoghi naturali, è preoccupante così come la loro raccolta e smaltimento… anche se trasportate nella normale discarica i mozziconi continuano ad inquinare! La proposta di una nuova raccolta differenziata per le cicche è un invito alla responsabilità e alla salvaguardia dell’ambiente che una società civile moderna non può non considerare!”

 

“Accendere una sigaretta significa immettere in ambiente più di 4000 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una parte di queste sostanze chimiche resta nel filtro e va a contaminare quella parte di sigaretta non fumata che comunemente chiamiamo cicca o mozzicone. Nelle cicche quindi è possibile trovare moltissimi inquinanti: nicotina, benzene, gas tossici quali ammoniaca e acido cianidrico, composti radioattivi come polonio-210, e acetato di cellulosa, la materia plastica di cui è costituito il filtro.”

“Sulla base della normativa inerente la classificazione ed etichettatura delle sostanze pericolose le cicche di sigarette dovrebbero essere classificate come un rifiuto pericoloso per l’ambiente e come tale trattate. Contrariamente a questo principio, invece, le cicche vengono immesse in ambiente senza nessun criterio e nessuna precauzione. A conferma di tale comportamento una recente ricerca delle Nazioni Unite ha messo in evidenza che le cicche sono nettamente al primo posto nella top-ten dei rifiuti che soffocano il Mediterraneo. Inoltre le cicche di sigaretta non spente, buttate o abbandonate in ambiente esterno o in casa, possono provocare incendi in casa o di boschi.

Lo studio ENEA – AUSL di Bologna presentato oggi da Carmine Lombardi, Giuliana Di Cicco, Vincenzo  Zagà mette proprio in evidenza il potenziale nocivo delle cicche di sigarette. Il lavoro valuta il carico inquinante delle cicche di sigaretta sul territorio italiano, argomento sul quale esiste un vuoto culturale e normativo. In effetti il carico nocivo di ogni cicca è basso (dell’ordine di milligrammi): il fattore che  amplifica il problema è proprio l’elevato numero di cicche prodotte. La valutazione si basa sul numero di fumatori (13 milioni), sul numero medio di sigarette fumate da ogni fumatore (15 sigarette al giorno), sui quantitativi di alcuni agenti chimici presenti in ogni cicca e sul numero complessivo di cicche immesse in ambiente ogni anno (72 miliardi di cicche/anno).

Riassumendo, tenuto conto del potere filtrante dell’acetato di cellulosa (filtro) è possibile affermare, che il carico nocivo immesso in ambiente con le cicche è rilevante:

Nicotina 324 tonnellate
Polonio-210 1872 milioni di Bq
Composti organici volatili 1800 tonnellate
Gas tossici 21,6 tonnellate
Catrame e condensato 1440 tonnellate
Acetato di cellulosa 12240 tonnellate

Altro aspetto da considerare – più strettamente sanitario – è legato alla possibile ingestione di cicche da parte dei bambini di età inferiore a 6 anni, una fascia di età in cui i bambini tendono ad esplorare attivamente il mondo che li circonda.

Lo studio sottolinea ancora che non esistendo  normative nazionali che ne limitino la dispersione in ambiente, ma solo singole iniziative da parte di alcuni comuni, la maggior parte delle cicche imbrattano i marciapiedi e il suolo, o finiscono nelle fogne e nelle acque superficiali contaminandole. Da tutto questi fattori emerge l’opportunità di classificare le cicche come un rifiuto tossico per l’ambiente e trattarle come tale.

I comuni, gli amministratori locali, i datori di lavoro – concludono i ricercatori- dovrebbero non solo emanare norme di comportamento,  ma anche installare, in analogia a quanto previsto per altre tipologie di rifiuti, appositi raccoglitori per le cicche. Inoltre è importante sensibilizzare i cittadini e soprattutto i giovani, al rispetto della propria e altrui salute.

Questo significa che il problema delle cicche va affrontato da vari punti di vista, coinvolgendo diversi attori e notevoli risorse finanziarie. La sua risoluzione comunque è legata intimamente al modo di agire dei fumatori. Infatti, solo con una riduzione del loro numero e con un comportamento consapevole di questi soggetti è possibile ridurne l’impatto ambientale.

Infine, è utile ricordare che l’Agenzia per la protezione dell’ambiente della California ha classificato il fumo di tabacco come un inquinante tossico dell’aria. Poiché le cicche contengono gli stessi prodotti chimici presenti nel fumo è quanto mai evidente l’opportunità di classificare le stesse come prodotto tossico per l’ambiente. Inoltre, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS, definisce il fumo come la principale causa mondiale di malattia e di morte prevenibile. In Italia ogni anno oltre 80.000 persone vengono uccise dai prodotti delle combustione del tabacco, soprattutto sigarette.”

Fonte: ENEA

“Le cicche di sigaretta, un rifiuto tossico dimenticato”
Chi fuma uccide l’ambiente anche dopo aver fumatoultima modifica: 2011-02-01T00:49:00+00:00da negrifil
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