Bruciare i rifiuti nei cementifici? E’ fuori da ogni logica, le alternative esistono!

“Quattro tonnellate di rifiuti non spariscono quando le bruciamo, semplicemente si trasformano in tre tonnellate di detriti ed una di polveri sottili disperse nell’aria.”

Prof. Paul Connett

 

Scritto da Samantha Busalacchi, Riccardo Nuti, Marco Negrì

Sembra che le esperienze altrui, anni e anni di informazione, dati, conferenze di esperti nazionali e mondiali non siano arrivate all’assessore per l’energia e i rifiuti Giosuè Marino. La proposta di bruciare i rifiuti nei cementifici dimostra una scarsa informazione sulle attuali e moderne tecniche di gestione dei rifiuti oltre che sulle conseguenze che questi procedimenti hanno sulla salute dei cittadini.
L’incenerimento dei rifiuti produce anche negli impianti più moderni micro e nano particelle inorganiche composte da metalli pesanti eventualmente combinati con altri elementi (ossigeno etc.) riescono, attraverso gli alveoli polmonari, a passare direttamente nel sangue diffondendosi per tutto il corpo. L’organismo umano le riconosce come “corpi estranei” e le tiene sotto controllo fin quando il loro numero non diviene tale da mandare in tilt il sistema immunitario. Da qui possono scaturire malattie tumorali quali sarcomi, linfomi, leucemie ed altri tipi di cancro, senza contare le altre malattie del sistema respiratorio quali bronchiti croniche e simili.
Solo per citare qualche altro dato invitiamo l’assessore a leggere la relazione completa del dr. Pietro Comba e della dr.ssa Lucia Fazzo del Dipartimento Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria dell’Istituto Superiore di Sanità, e del dr. Fabrizio Bianchi dell’Istituto di Fisiologia Climatica, Sezione di Epidemiologia del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa che può trovare al seguente indirizzo sul sito http://www.arpa.piemonte.it/upload/dl/Pubblicazioni/Gli_impianti_di_termovalorizzazione_dei_RSU/Comba.pdf o a vedere qualunque intervista (presente in rete) di Paul Connett, professore di Chimica Ambientale alla St Lawrence University di New York.
In questo caso stiamo parlando d’impianti realizzati appositamente per la combustione specifica dei rifiuti, cosa invece ancora più grave è l’adattamento di cementifici a quest’attività criminale.

Quale è quindi l’ alternativa che proponiamo? Semplice, quella di iniziare a perseguire la strategia rifiuti zero, non chiediamo di arrivare a zero rifiuti nell’immediato ma di iniziare un percorso che possa portarci al raggiungimento di un obiettivo che oggi è sempre più realizzabile, ed in particolare le prime azioni da fare sono, come ha già suggerito anche dall’ associazione “Rifiuti Zero Palermo”:
– impedire la vendita di prodotti usa e getta (in una regione in stato di emergenza rifiuti da anni dovrebbe essere ovvio)
– disporre l’immediata separazione dell’umido a monte, chiedendo alla cittadinanza di distinguere la parte umida da quella secca,
– creare immediatamente impianti di compostaggio che unitamente ai centri comunali di raccolta, riducano drasticamente la quantità di rifiuti destinati alla discarica.
– premiare i cittadini che conferiscono opportunamente i materiali differenziati (vetro, carta, metalli, plastica) con sconti sulla tassa sui rifiuti
– dotare la discarica di impianti di separazione secco/umido e di biostabilizzazione o di impianti di trattamento meccanico-biologico (TMB) per il recupero dei materiali riciclabili.

Tutto quanto elencato é possibile disporlo in pochissimo tempo e con una spesa di molto inferiore al prezzo che ogni cittadino sta attualmente pagando per il conferimento in discarica e un pretrattamento fuori legge e quasi inutile.
Ci sembra anche superfluo ricordare, ma a quanto pare anche questa può essere un’informazione nuova per l’assessore Marino e Confindustria, che in Italia esiste un esempio su tutti che è il centro di riciclo di Vedelago che riesce a riciclare il 99% dei rifiuti che vengono prodotti.
Se lo desidera siamo disponibili ad organizzare un incontro pubblico con la dottoressa Carla Poli direttrice del centro di riciclaggio sopra citato, in modo da chiarire qualsiasi altro dubbio sia all’assessore che ai rappresentanti di Confindustria ed, evidenziare quale fosse ancora necessario, come questa idea di bruciare i rifiuti nelle cementerie è assolutamente illogica e pericolosa per la salute umana.

MoVimento 5 Stelle Palermo

http://www.ilgrillodipalermo.it/2011/01/11/bruciare-i-rifiuti-nei-cementifici-e-fuori-da-ogni-logica-le-alternative-esistono/

Bruciare i rifiuti nei cementifici? E’ fuori da ogni logica, le alternative esistono!ultima modifica: 2011-01-11T21:15:00+00:00da negrifil
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